mercoledì 11 settembre 2013

SOLIDARIETA'

Mi capita purtroppo in questo periodo di frequentare l'ospedale e di notare come in questo piccolo "paese", si vive con grande spirito di solidarietà sia tra i ricoverati , sia tra i parenti dei ricoverati. Ognuno offre volentieri quello che può fare o dare al vicino . Sarà, che le sofferenze rendono tutti più sensibili e disponibili, sarà che nei momenti di fragilità si avverte maggiormente la necessità di aver una persona amica vicina, sarà che è proprio vero il detto "mal comune mezzo gaudio", ma devo dire che tutte le persone appaiono spogliate da prepotenza, arroganza, maleducazione, ed egoismo che troviamo facilmente oltre quella porta.
Mi è venuto spontaneo chiedermi se per caso ero capitata in un raro gruppo di persone speciali, non è così,  i frequentatori di ospedali sono un campione casuale di popolazione, che cambia il comportamento in relazione al momento che sta vivendo. Allora mi chiedo perché non riusciamo a comportarci in maniera civile anche nella vita normale?

4 commenti:

  1. Perché è più facile essere cattivi che buoni.
    La bontà viaggia insieme al sacrificio.
    Ciao Brunella.

    RispondiElimina
  2. Forse è proprio perchè l'ospedale è un ambiente in cui ci si rende conto di tante cose che "fuori" non notiamo, come la sofferenza, la costretta immobilità e la solidarietà diventa in un certo modo quasi spontanea.
    Poi però torniamo nel "normale" e ce ne dimentichiamo...

    RispondiElimina
  3. Brunellina mia bella, mi psiace deluderti ma non sempre c'è questo clima idilliaco nelle camere degli ospedali.
    Dipende in quale reparto ti trovi.
    Più grave è la patologia, più l'unione è forte, ci sentiamo tutti uguali e sempre più vicini, spesso e volentieri, a qualcosa che potrebbe sfuggirci...
    Si... in effetti la vita è proprio stranissima!
    Bacio cumulativo della sera!

    RispondiElimina
  4. mariapaola segalerba11 gennaio 2014 08:42

    Eh si,
    sarà che in ospedale siamo più in diretto contatto con la nostra essenza umana e riusciamo di più a sentire i nostri semplici e veri bisogni; sentiamo il nostro bisogno di collettività e condivisione che normalmente viene soffocato da una serie di inutili e stupidi altri bisogni indotti ( dalla società forse), che arrivano a sembrarci gli unici e fondamentali, ma che in realtà portano soltanto a chiuderci in noi stessi, dandoci allora inquietudine interiore e dunque prepotenza.
    Forse potremmo chiederci di più e sempre che cosa è che ci fa stare veramente bene, in questo piccolo "paese" :-).

    Peraltro credo di sapere il reparto in cui ti trovavi ;-)!

    RispondiElimina

SIETE STATI MOLTO CARINI, AD ARRIVARE FIN QUA, SE LASCIATE ANCHE UN COMMENTO, MI FATE MOLTO MOLTO FELICE!
BACI BRUNI